giovedì 5 agosto 2021

Non morire di ignoranza

      Don’t die of ignorance!
Non morite di ignoranza!

Questo motto campeggiava per ogni dove in Inghilterra quando la signora Margaret Thatcher, primo ministro della corona britannica, decise una massiccia campagna di prevenzione dell’AIDS.

L’ignoranza, da intendersi come mancanza di conoscenza, costituisce un freno al raggiungimento della salute pubblica.

L’ignoranza è il freno alla conquista della verità.

L’ignoranza è il letto ideale della paura e la paura paralizza le capacità di ragionamento per poter affrontare le situazioni critiche. Per il Covid lo Stato ha fatto leva sulla paura, diretta discendente dell’ignoranza. Una “scientifica”, quella sì, manipolazione dei dati statistici, epidemiologici, clinici e scientifici ha creato nella pubblica opinione priva degli elementi per poter valutare le affermazioni che pseudo-scienziati quotidianamente sciorinavano via etere e attraverso giornali compiacenti, un disorientamento sfociato in una paralisi psico-attitudinale. Eppure c’erano e ci sono i siti delle società scientifiche, del Senato della Repubblica Italiana (scaricatevi il link) che smentiscono la vulgata governativa. 

 Locatelli, capo del Cts, cambia parere e numeri dei minorenni morti continuatamente. Il comitato di bioetica, nonostante l’autorevolezza delle prestigiosissime riviste Lancet  e British Medical Journal, dà facoltà ai bambini di farsi immunizzare anche contro il parere dei genitori.  

Che dire? Oh giovani ed adulti tutti, documentatevi e appropriatevi dei mezzi per poter giudicare senza pregiudizi e in totale libertà di scelta!

Sarò ripetitivo, ma repetita iuvant. Mettete sempre Galileo davanti al vostro interlocutore. Così si scoprirà chi dice il vero e di profferisce il falso.

La scienza non è qualunquismo, ma è la ricerca della verità.

Il criterio della scienza è il “vero” ed il “falso”, non il “sono convinto” o “non sono convinto”. E’ il problema che i Greci avevano individuato come la differenza tra la “doxa” (opinione) e l’”episteme” (conoscenza). Quindi, in scienza, i nostri giudizi devono basarsi sulle cose provate. Non possono esserci due teorie in contrasto: questa è la grande lezione galileiana della scienza sperimentale. La terapia non è garantita dalla certezza dei risultati ma dalla mancanza di effetti collaterali. Per tutte le terapie in cui le prove scientifiche siano insufficienti non conclusive o incerte vale il principio di precauzione.

Milano, 3. 8.2021                              Dr Teodosio  De Bonis