sabato 22 maggio 2021

Un mondo dalle infinite possibilità

A fronte della finitezza dell'esistenza sta un mondo con possibilità infinite, cogliamole! Come la condivisione della conoscenza da me promossa (https://candide.it) passa sempre di più attraverso i canali social, così la negoziazione di beni e servizi passa sempre di più tramite il digital marketing, e il marketing, a sua volta, sta diventando sempre più social. 

De l'infinito, universo e mondi è il terzo dialogo filosofico che Filippo Bruno, in arte Giordano Bruno, pubblica a Londra nel 1584, chiudendo il ciclo dei dialoghi cosmologici londinesi intrapreso con La cena de le ceneri e proseguito con De la causa, principio et unoBruno sembra eliminare la differenza tra creato e creatore come lo intende la teologia pur riconoscendo in Dio la “causa” e il “principio” di tutto ciò che esiste. 

Noi siamo partecipi della realtà che viviamo ma anche creatori della stessa. Con le “verità rivelate” ci siamo creati un “Dio” che è solo la personificazione del bisogno di credere, della pigrizia intellettuale, come l’orfano che fa di tutto per immaginare il padre che lo ha messo al mondo invece di chiedere e cercare. E solo con un atteggiamento umile, ma operoso e non rassegnato, di fronte all’immensità dell’universo, il vero ricercatore potrà comprendere la verità.

Che le possibilità siano infinite, come gli infiniti mondi di Giordano Bruno, è dimostrato dai cambiamenti inimmaginabili che abbiamo avuto in questi ultimi anni - nella tecnologia, nell'astronomia e in fisica dei quanti - avendo la realtà superato l'immaginazione.

Queste possibilità infinite si rivelano grazie alle nuove scoperte scientifiche e tecnologiche, che rendono possibile quell’economia partecipativa, quella sharing economy, che prima veniva relegata nell’ambito dei censurabili “schemi Ponzi”, non esistendo ancora una Intelligenza Artificiale, supportata dalla blockchain, che la rendeva realizzabile.

È grazie al decentramento dei nodi di rete e ai nuovi algoritmi di A.I. che ora possono esistere e restare sostenibili sistemi che redistribuiscono i proventi degli investimenti pubblicitari, le provvigioni delle vendite e pure di scommesse sportive, a tutti i partecipanti, senza che i soldi vadano in cassa e in pancia a nessuno, né all’inventore del sistema né al primo che innesca il circuito virtuoso. Si ha un decentramento orizzontale e trasparente, non più piramidale.

Le applicazioni non monetarie della blockchain e i nuovi algoritmi di Intelligenza Artificiale permettono ora quelle innovazioni, anche per l’ammodernamento della pubblica amministrazione nella certificazione degli atti, che prima erano impossibili. Nel campo finanziario consentono quella DeFi finanza decentralizzata e quella economia collaborativa prima possibile solo in teoria: perché al di là delle  buone o cattive intenzioni dei creatori, quei diffusi sistemi piramidali si risolvevano alla fine in un accumulo di ricchezza solo per i primi, necessitando il sistema delle risorse dei nuovi entranti per sostenersi prima di esplodere, richiamando l’attenzione e i divieti, purtroppo tardivi, delle varie autorità nazionali, analoghe alla nostra Consob a tutela degli investitori.

Anche oggi, tuttavia, bisogna distinguere, nel mare magnum delle offerte in Rete, i sistemi truffaldini da quelli veri di economia collaborativa, valendo le mie raccomandazioni, che trovate in vari articoli (ma ho anche creato un blog di aggiornamento notiziale sul tema: https://ultime-notizie.net), di informarsi sulla piattaforma e sulla trasparenza della stessa, perché le truffe e i sistemi piramidali sono sempre in agguato per l’inesperto navigatore.

Compito non facile e che non si risolve semplicemente inserendo nel motore di ricerca “reviews” dopo il nome del proposto sistema, perché in Internet si trovano spesso opinioni e recensioni non obbiettive ma interessate, vale a dire di siti o sistemi concorrenti che vogliono solo screditare e tirare acqua al proprio mulino, che può nascondere la vera offerta truffaldina.

Come agirebbe in questo scenario il nostro Giordano Bruno, martire del libero pensiero? Non certo scoraggiandosi, né considerando ciò che non è (ancora) regolamentato come vietato o proibito. Mi si perdoni tale ovvia precisazione ma mi sento dire, da qualche amico, che quel tale o quell’altro sistema che gli indico è “illegale”. Che cosa significa illegale? Tale termine, usato con disinvoltura ma certamente in buona fede, deriva da una non volontà, più che da un’incapacità, di informarsi in modo oggettivo e non preconcetto, da una chiusura mentale. Se tutto ciò che non è regolamentato fosse vietato o “illegale”, non saremmo oggi nell’attuale società multimediale e di libera - almeno in linea di principio - informazione, non avremmo le varie emittenti televisive private nazionali, nate sulle ceneri del  monopolio televisivo pubblico della RAI scardinato, sulla base degli art. 33 (libertà di ricerca scientifica), 41 (libertà di iniziativa economica) e 21 (libertà di espressione del pensiero) della Costituzione, grazie alla pionieristiche battaglie per la libera iniziativa economia e libertà di espressione condotte dal mio studio legale (http://bonomonline.it) fondato dall’illustre genitore. Ciò che era “illegale” e incostituzionale era proprio il monopolio pubblico televisivo.

Ora gli scenari futuri sono sempre più aperti alla nostra creatività, perché tutto dipende da noi e da come sapremo cogliere le opportunità che di volta in volta ci offre questo mondo in continua evoluzione dalle possibilità infinite.

 Milano, 22. 5.2021
avv. Giovanni Bonomo – A.L. Chief Innovation Officer - Diritto dell’informazione e dell’informatica – Diritto 24

 

 http://alchimista1.blogspot.it/2015/08/la-nostra-identita-digitale-nellattuale.html

https://alchimista1.blogspot.com/2016/07/i-nuovi-modelli-di-sharing-economy-per_8.html

https://www.cam.tv/matrixccc/feed/il-salto-oltre-la-specie-un-progetto-di-svolta-per/FID000296




 

domenica 9 maggio 2021

Milano, la città che sale

Al mio rientro da Dubai ritrovo la “più normale” dimensione degli edifici e palazzi milanesi, nella loro maestosa ma più contenuta grandezza di una città che sale, come scrisse il futurista Umberto Boccioni intitolando una sua opera (1919 – 1911) ora esposta al Museum di Modern Art di New York. E in effetti anche Milano, come Dubai, cresce in vetro-cemento in verticale, così come l’artista calabrese, naturalizzato milanese, l’aveva sognata.

 Dopo essere stato a 585 metri nella lounge panoramica del Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo con i suoi 829 metri di altezza e realizzato con impressionante velocità (in 5 anni, dal 2004 al 2009), il mio pensiero va, ora che sono a Milano, al grattacielo più alto d’Italia, con i suoi 231 metri, la torre milanese di UniCredit. 

Tale primato era già della torre Breda di piazza della Repubblica, con i suoi 31 piani e 116 di altezza, che poi cedette lo scettro al palazzo Pirelli, quello che i milanesi chiamao il Pirellone, con i suoi 127 metri che fino al 1966 restò il più alto d’Europa, come ricorda Angelo Gaccione in un articolo su Corsera di questa domenica 9 maggio 2021, intitolato “La Milano che si arrampica in cielo e la rivincita del futurista Boccioni”.

 Sul Pirellone, ricorda Gaccione, fu sistemata una copia della Madonnina, la quale fino al 1954 rappresentò la parte più alta della città, facendo del Duomo la costruzione più alta in assoluto. Il primato del Pirellone durò fino al  2010, anno in cui si erse, con i suoi 161 metri, il Palazzo Lombardia, sede della Regione, alla cui sommitù la copia della madonnina venne traslocata.   

Attualmente la torre Isozaki del gruppo Allianz, con i suoi 209 metri e la torre UniCredit, la cui antenna svetta a 231metri, sono le costruzioni più alte, e il primato – per Milano e per l’intera nazione -  lo detiene la seconda. 

Presto una nuova torre di 143 metri, che porterà il nome di Torre Faro, illuminerà Milano, scrive Gaccione. “… tutta rigorosamente in vetro svetterà lungo viale Isonzo, sull’asse della circonvallazione, quasi in posizione frontale a piazza Trento, ridisegnando la fisionomia dello scalo ferroviario di Porta Romana, dove sorgerà il villaggio Olimpico”. 

Ed è proprio lì, a pochi passi da piazza Trento, precisamente in via Adige 23, si trova la casa del pittore futurista Boccioni, il quale dipinse proprio qui a Milano alcuni dei suoi quadri più celebri tra cui, appunto, “La città che sale”. 

Milano, 9 maggio 2021                               Giovanni Bonomo – Candide C.C.