domenica 29 marzo 2020

L’infra-ordinario e la coscienza di sé. #Anno2020Covid19


Riacquista grande attualità in questi giorni di costrizione all’interno delle mura domestiche il saggio di Georges Perec “L’infra-ordinario”, che tratta dell’incapacità dell’uomo di soffermarsi con maggior attenzione su ciò che è la vita di tutti i giorni: “Quello che succede ogni giorno e che si ripete ogni giorno, il banale, il quotidiano, l’evidente, il comune, l’ordinario, l’infra-ordinario, il rumore di fondo, l’abituale, in che modo renderne conto, in che modo interrogarlo, in che modo descriverlo?” Ora, ciò che è abituale, a cui prima non davamo importanza, è la parte più evidente della nostra vita, ridimensionata da una dilagante pandemia mondiale: le cose prima trascurate, che ora riscopriamo facendo ordine in casa, ci parlano e ci dicono qual è la nostra giusta direzione.

Mentre la ricerca dell’evasione e dello svago ci allontanava, prima, da ciò che ci è più affettivamente e mentalmente vicino, i nostri ricordi, i nostri progetti, i nostri scritti, i nostri affetti, adesso chi è forzatamente lontano e fisicamente irraggiungibile diventa ancor più desiderato e ci fa scoprire la nostra interiorità, i nostri più sani sentimenti. Quella domenica dell’8 marzo 2020 che termina un week-end, un sogno, una sottovalutata emergenza, e inizia il risveglio, per una maggior consapevolezza, di tutti. Dedico queste mie riflessioni ad una persona lontana ma affettivamente vicina che si sentirà toccata da queste mie parole.

Forse si tratta di fondare, ora, la nostra propria storia personale: quella che parlerà di noi, che andrà cercando - dentro di noi - quello che abbiamo per così tanto tempo trascurato. Non più l'esotico, ma l'endotico. Prima, nella frenesia di una vita aperta e logisticamente movimentata, dormivamo “un sonno senza sogni”, in una sorta di narcosi della coscienza di sé. Ora i nostri sogni si colorano di scenari incantati e ci risvegliamo ringraziando Dio, per chi ci crede, di non essere come molti in un letto di ospedale.

Questa emergenza sanitaria di proporzioni che non potevamo immaginare, ci costringe a riappropriarci del nostro tempo e della nostra vita, a guardarci dentro, all’infra-ordinario della quotidianità, ad una maggior coscienza di noi stessi e delle nostre scelte. L’immaginazione, la creatività, l’emotività hanno più tempo per manifestarsi, seguendo un personale percorso formativo e culturale che ciascuno di noi è libero di arricchire come meglio crede. Non dobbiamo arrenderci. 

   Milano, 29. 3.2020
   Avv. Giovanni Bonomo – Candide C.C.




domenica 15 marzo 2020

Adriano Madaro: l’eccessivo clamore dei media copre la verità sul Coronavirus.


Gira sul Web, ripreso anche da varie testate online, questo intervento del noto sinologo trevigiano di fama mondiale Adriano Màdaro. Di lui in Rete ho trovato una sterminata biografia, titoli di libri pubblicati da editrici accreditate, incarichi a livelli istituzionali italiani e internazionali. Attualmente sto cercando di mettermi in contatto con lui. Di una cosa intanto sono certo: siamo attualmente assuefatti all'autorità degli Stati e dei loro apparati militari e spionistici, che non osiamo nemmeno pensare in modo diverso da ciò che ci obbligano a credere con le informazioni "ufficiali" a loro uso e consumo. Lo ho dovuto constatare di persona quando ho segnalato su Facebook il video ben documentato dello scrittore Roberto Quaglia dal titolo Sbalorditive coincidenze: i commenti ingiuriosi e gli addebiti di complottismo ricevuti fanno parte di un meccanismo mentale che lo stesso autore spiega a un certo punto del video (minuti 7:30 - 9:15). Mi preme ora sottolineare che, tranne poche voci isolate, il mainstream occidentale si rifiuta di prendere anche solo in considerazione tale ipotesi per quanto perfettamente plausibile, e che nessun media ufficiale, nessuna figura istituzionale, nessuno del mondo che conta osa parlarne. E’ invece doveroso, per qualsiasi cittadino e non solo per chi fa giornalismo, quando è in gioco la vita di molti, informare e diffondere un’ipotesi alquanto verosimile anche se dovesse rivelare una notizia assolutamente scomoda per chi gestisce il potere. Invito tutti anche a leggere e diffondere l’intervento di 6 anni fa di Bill Gates dal titolo The next outbreak? We’re not readydi cui riporto le seguenti parole: “Oggi il più grande rischio di catastrofe globale non è più un’esplosione atomica (immagine, n.d.r.), ma sarà qualcosa di più simile a questo (immagine di coronavirus, n.d.r.). Se qualcosa ucciderà 10 milioni di persone nei prossimi decenni, è più provabile che sia un virus altamente contagioso piuttosto che un conflitto atomico. Non si tratterà più di missili ma di microbi. E finora abbiamo investito pochissimo in un sistema che possa fermare una pandemia. Non siamo pronti per la prossima epidemia. 

“Dopo il mio ritorno dalla Cina giusto un mese fa, ho sostenuto nei miei post che l’eccessivo clamore dei media copre la verità sul coronavirus. Per me che sono un giornalista è inammissibile che giornali, telegiornali e programmi di approfondimento non abbiano indagato su alcuni dati oggettivi che se non svelano tutto ciò che vi è sotto questa storia, quantomeno ne autorizzano i dubbi. Il coronavirus incubato ed esploso a Wuhan ha una sua storia precisa e impressionante, ma non divulgata. Non voglio fare commenti, ma soltanto esporre alcuni fatti documentati e documentabili, per i quali però è necessario avere la mente libera da condizionamenti ideologici o da partigianerie politiche. La Cina è sotto attacco, forse l’obiettivo finale potrebbe essere una guerra, guerra vera, con le armi. Vediamo perché. Il problema non è solo sanitario né solo cinese. Le implicazioni geopolitiche sono molto chiare per chi le vuol capire. Il quadro che ne esce è molto diverso da quello rappresentato in coro dai media nazionali e internazionali. La sequenza di fatti che sto per elencare è a dir poco shoccante, e questo è il mio unico giudizio.
2014. La prestigiosa rivista scientifica inglese “Nature” annuncia la costruzione eccezionale a Wuhan di un bio-laboratorio comune sino-francese per lo studio dei virus infettivi letali sull’uomo. Al suo interno viene creato un laboratorio di “livello 4” nel quale opera attivamente l’Organizzazione Mondiale della Sanità, istituzione strettamente collegata con il mondo esterno, il che significa che il controllo non è tutto cinese, e il sito diventa di forte interesse per i servizi segreti.
2015. Negli Stati Uniti viene registrato un brevetto per una specie di “coronavirus attenuato”, cioè a bassa percentuale di mortalità rispetto al numero di infettati, sull’ordine del 2-3 per cento, proprio come il virus di Wuhan. Questo brevetto sarebbe stato disponibile a partire dal 2018. A registrarlo è una “Agenzia” inglese, “The Pirbright Institute” di Londra, con capitale maggioritario del Governo britannico, tra i maggiori sponsor l’Organizzazione Mondiale della Sanità, la Commissione Europea, e l’americana Bill & Melinda Gates Foundation.
2019. A marzo, da un Laboratorio di Microbiologia canadese pare “esca”, in circostanze abbastanza misteriose, un pacchetto di virus letali con destinazione, per quanto fu sospettato, il laboratorio di Wuhan. Si tratterebbe di un’operazione che fu coperta dal massimo segreto, effettuata da una virologa di origini cinesi che da molti anni vive e lavora in Canada. Episodio questo assai misterioso e sul quale sono in corso indagini sia da parte delle autorità accademiche e giudiziarie canadesi che cinesi. Alle proteste per aver tenuto la notizia segreta venne risposto che l’operazione faceva parte di uno speciale progetto di ricerca nell’ambito della salute pubblica mondiale.
18 ottobre 2019. Come ho già pubblicato qualche settimana fa il Johns Hopkins Center for Health Security, in collaborazione con il World Economic Forum e con la Bill & Melinda Gates Foundation, organizza a New York un incontro durato una intera mattinata con 15 leaders di “affari di governo e sanità pubblica” per simulare uno scenario di pandemia da coronavirus planetario (denominato “Event 201”) con 60 milioni di morti. La fiction ipotizzava l’esplosione del virus in Brasile. Da sottolineare che la Fondazione Bill & Melinda Gates da tempo finanzia generosamente la ricerca sui vaccini pandemici.
19 ottobre 2019 (14 giorni prima che si manifesti il primo caso di coronavirus a Wuhan il 2 novembre, giusto il periodo di incubazione) iniziano proprio a Wuhan i “Military World Games Wuhan-19”, i Giochi sportivi militari ai quali partecipano oltre diecimila atleti selezionati negli eserciti del mondo intero. La folta squadra americana, arrivata il 15 ottobre, consta di 182 elementi e si classificherà al 35° posto, con solo otto medaglie, 3 d’argento e 5 di bronzo. Davvero tutti atleti quei militari a stelle e strisce dal risultato sportivo così umiliante, che vede in testa Cina, Russia, Brasile e perfino l’Italia venticinquesima? Questa serie di eventi sorprende soprattutto per la straordinaria coincidenza con l’esplosione del “coronavirus” a Wuhan, in un periodo di gravi tensioni tra la Cina e gli Stati Uniti
Wuhan è al centro della Cina, nodo ferroviario strategico per tutte le direzioni, porto fluviale per navi passeggeri dirette a Chongqing e Shanghai con scalo a Nanchino, aeroporto internazionale tra i più frequentati. E poi il periodo, così a ridosso del Capodanno lunare, la grande festa che muove centinaia e centinaia di milioni di Cinesi per un totale di oltre tre miliardi di biglietti ferroviari. Wuhan e il Capodanno, proprio il luogo giusto e il momento giusto per un virus “intelligente” che avesse progettato di assestare un duro colpo alla Cina, seminando il terrorismo batteriologico e attentando in maniera criminale all’avanzata economica di un Paese che ha appena portato fuori dalla povertà 700 milioni di persone, con dieci anni di anticipo sull’Agenda delle Nazioni Unite”. [Adriano Màdaro]

Va da sé che, dopo aver letto questo, è doveroso da parte mia e da parte di tutti i liberi cittadini indagare e ricercare la verità oltre le informazioni dei chiassosi media ufficiali.

Milano, 15. 3.2020                         Giovanni FF Bonomo – Candide C.C.





venerdì 13 marzo 2020

L’alto tasso di mortalità in Italia. Morti con, e non da, Covid-19? Un’ipotesi non peregrina.


Forse incominciamo a capire la gravità! Ma accanto all'aspetto epidemiologico e ora pandemico, verrebbe da chiedersi il perché del così elevato tasso di mortalità in Italia.

Vittorio Sgarbi continua a ripeterci che il virus di per sé non è mortale. Per questo ora gli piovono addosso insulti sui vari social. Io proverei ad azzardare l’ipotesi che tra le concause dei decessi, oltre alle complicazioni di patologie pregresse negli organismi anziani, e non solo, aggravate dall'aggressività del Coronavirus, ci sia quella della non resistenza dell'organismo umano a seguito di pregressi abusi di antibiotici (che spesso si fa per ignoranza), a cui si aggiunge la maggiore resistenza agli antibiotici sviluppata dai batteri stessi.

Questa ipotesi, non peregrina, porta a ricercare negli stessi ambienti ospedalieri la causa del contagio – batteriologico, non virale! - che ammorberebbe l'organismo umano, già viralmente affetto, generando quelle cause di mortalità elevata altrimenti inspiegabile. Morti con Coronavirus e non da Coronavirus!

Un articolo che riporto in calce deporrebbe per la fondatezza di tale ipotesi.

Forse l'organismo umano non si è affatto immunizzato per le precedenti normali influenze, ma viceversa indebolito, avendo sviluppato condizioni di precarietà organica da cui il rischio di essere sopraffatti non solo dal virus Covid-19, ma anche da complicanze infettive generate in quegli stessi ambienti ospedalieri che riteniamo asettici, che invece risultano affollati da quei superbatteri resistenti e generati da errate abitudini farmacologiche e alimentari, tra le quali il fumo, dei pazienti ricoverati.

Milano, 13. 3.2020                                                           Avv. Giovanni Bonomo