lunedì 11 novembre 2019

Come avere successo nel Network Marketing. I 7 passi di Eric Worre


Nella mia modesta esperienza di navigatore della Rete e di esploratore delle magnifiche opportunità che essa offre, vorrei dare un contributo a coloro che fanno del network marketing la loro principale occupazione.

Il mondo affascinante del digital marketing già mi stimolò ad aprire ad aprire un gruppo in FB e poi anche un blog Ultime-Notizie.net. Ovviamente non saranno, le mie, considerazioni personali, dal momento che la mia esperienza è secondaria rispetto al mio lavoro principale di avvocato, riferendomi alle riflessioni dei migliori network marketer del mondo tra i quali Eric Worre. Vorrei cioè offrire una sintesi, elaborando alcuni miei appunti, dei punti fondamentali di un efficace Network Marketing, che è l’unico sistema di lavoro che permette di dare un valore economico alle proprie competenze.

Il lavoro di NM sviluppa infatti una forza unitaria data da coloro che remano insieme a tempo e seguono la stessa rotta verso una meta finale che permette la libertà finanziaria e l’attivazione di una rendita passiva. Ma bisogna prima comprendere che la formazione e la conoscenza sono sempre alla base della professionalità, la quale anche in questo “mestiere” distingue coloro che offrono reali possibilità di business da coloro che straparlano e offrono solo obiettivi farlocchi.

Insomma, per dirla con Eric Worre, è meglio essere preparati per un’opportunità e non (ancora) averla piuttosto che averla e non essere preparati!

Si tratta di 7 - che è anche, curiosamente, il mio numero fortunato - punti vincenti per diventare un networker di successo.

1. Liberare la mente dai preconcetti e fare tabula rasa delle due credenze limitanti che ci hanno condizionato nella vita: - non ho tempo; - non ce la farò. Di contro, cambiare atteggiamento sfruttando le leve della voglia di migliorare, dell’ambizione e dello spirito imprenditoriale.

2. Invitare in modo pacato e cortese a conoscere una nuova opportunità di business, tenendo in mente che siamo noi a fare un favore a informare e che pertanto non dobbiamo convincere nessuno: lasciamo spazio alle domande e rispondiamo! Non siamo logorroici! Invitiamo piuttosto a guardare prima una presentazione online dell’azienda, così da non subire domande banali. Ricordiamoci poi che ogni invito va calibrato sul tipo di persona, se già la conosciamo. In ogni caso bisogna guadagnare la fiducia dell’interlocutore, perché l’invito che facciamo rappresenta già l’80% del nostro successo.

3. Cerchiamo possibilmente persone nuove, che non siano i propri familiari o gli amici o colleghi di lavoro, a meno che siano digital marketers o almeno minimamente pratici del mondo digitale. Ma attenzione anche a questa categoria: lasciamo perdere coloro che sono già impegnati con altri business con i paraocchi e che non vedono altre opportunità per la loro limitazione mentale. E’ ben vero che nel Network Marketing ci si concentra meglio in pochi business, si dice non più di tre, ma coloro che pensavo di sapere già tutto perché avrebbero maturato già un’esperienza annuale, e che si vantano di questo, dimostrano solo la loro scarsa propensione ad ampliare i loro orizzonti culturali in un mondo che continua a evolversi, lasciamoli nel loro brodo, meglio allora rivolgesti a perfetti sconosciuti.

4.  Se abbiamo già le prove dei guadagni lasciamo parlare questi risultati piuttosto che vantarci a sproposito; piuttosto lasciamo che sia una terza parte, come ad esempio un tuo cliente, a elogiarci come esperti, soprattutto se ciò avviene nell’ambito di una presentazione aziendale. Poniamoci sempre questa domanda: se tutti facessero ciò che abbiamo fatto negli ultimi 30 giorni, che cosa possiamo aspettarci? Vorremmo essere il nostro stesso “Over”?
5. Chiediamo sempre un feedback ai nostri affiliati o a chi abbiamo già incuriosito, ma evitiamo la domanda “che cosa ne pensi?”, piuttosto chiediamo “che cosa ti è piaciuto di più?”, che già predispone positivamente l’interlocutore. E una volta fatta la domanda ascoltiamo fino in fondo la risposta, evitiamo di parlare più del necessario. Piuttosto poniamo altre domande, come Quanto vorresti guadagnare ogni mese? Qual è il tuo obiettivo? Quanto tempo vorresti dedicate a questa attività?

6. Aiutiamo sempre i nostri affiliati a fare i passi giusti: noi restiamo sempre la guida, coloro che li hanno aiutati a entrare nel sistema e che continuano ad aiutarli a ottenere in tempi rapidi i primi risultati. Il vero networker professionista non abbandona mai i propri affiliati.

7. Promuoviamo sempre gli eventi che l’azienda organizza, anche parlandone de visu e non solo online. Parliamone agli sconosciuti, quando in una conversazione capita l’occasione giusta, e avvisiamo sempre i nostri affiliati assicurandoci che siano sempre informati.

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E ricordiamo infine l’ottimismo, che deve essere maggiore di quello normale che mettiamo nella vita quotidiana: l’imprenditore di successo è colui che cerca continuamente soluzioni, che non si ferma mai ai problemi

Milano, 11.11.2019                                                     Avv. Giovanni Bonomo – Candide C.C.






P.S. Ringrazio Gianfranco Diomedi di SDS Accademia per avermi stimolato, durante la riunione 10.11.2019 di Regeneration System presso il locale di Enzo Iacchetti Ciù Ciù Bollicine Musicabaret, queste riflessioni tratte poi dalla lettura di GoPro, 7 steps to becoming network marketer professional, 2019, di Eric Worre.



sabato 2 novembre 2019

Diffamazione. Dalla parte dei giornalisti liberi


Ci sono tanti giornalisti liberi che non sono eroi ma cittadini normali che fanno il loro dovere informando. Chi fa il politico, o chi è comunque un personaggio pubblico, è ovvio che venga sottoposto a una verifica di attendibilità e di correttezza dei comportamenti, proprio per valutarne l'operato.

Non si può chiedere a un giornalista che pubblica un articolo su una questione di interesse generale, come la presunta corruzione di un politico, usando toni normalmente provocatori, un grado di precisione analogo a quello richiesto per stabilire la fondatezza di un’accusa in sede giudiziaria. Se le autorità giurisdizionali nazionali condannano il cronista per diffamazione senza tener conto di quest’aspetto e senza valutare il diritto della collettività a essere informata su questioni di interesse generale, è certa la violazione della Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Il giornalismo usa spesso toni provocatori proprio per svegliare l’opinione pubblica e informare, anche emotivamente, la cittadinanza. Va da sé che non è possibile pretendere dal giornalismo un grado di precisione analogo a quello richiesto per stabilire la fondatezza di un’accusa in sede giudiziaria. Pretendere l’uso di un linguaggio tenero e preciso nei particolari significa non comprendere la professione di giornalista. Il giornalista non è un P.M.

Lo ha chiarito più volte la CEDU Corte Europea dei Diritti dell’Uomo nella condanna di Stati membri per la violazione dell’articolo 10 della Convenzione che assicura la libertà di espressione perché i giudici nazionali non si sono attenuti ai princìpi, fondanti tale norma, in materia di libertà di stampa, non tenendo nella dovuta considerazione il fatto che la stampa ha l’obbligo di informare su questioni di interesse generale e che la collettività ha diritto di riceverle.

Deve trattarsi, precisa la Corte di Strasburgo, di notizie legate alla funzione pubblica del politico, senza riferimento alla vita privata di questi e senza che traspaia, dal testo dell’articolo, alcun intento diffamatorio, nel rispetto quindi delle regole deontologiche. Quando si usano giudizi di valore questi devono avere una base fattuale sufficiente a costituire un ragionevole fondamento per le critiche.

Certo non si può chiedere a un giornalista, chiarisce la CEDU, la stessa precisione e accuratezza che compete alle autorità giudiziarie per accertare la colpevolezza. Gli standard sono diversi così come gli obblighi. D’altra parte, il giornalista non deve certo provare le accuse ma solo fornire un fondamento ragionevole alla base delle critiche espresse sulla stampa. E questo anche con toni provocatori. Sono note le vicende di noti giornalisti assolti alla fine in ultima istanza avanti alla CEDU, che ha condannato lo Stato italiano a risarcire i danni morali.


La Corte di cassazione ha recentemente fissato, conformemente a tale indirizzo della Corte europea, importanti principi in tema di libertà di stampa e di diritto di critica nei confronti di uomini politici ed ha quindi assolto con formula piena dall’accusa di diffamazione “perché il fatto non costituisce reato”.


Avv. Giovanni Bonomo – Diritto 24