lunedì 24 settembre 2018

L'amore per il sapere e l'impegno di Candìde


      Cari amici, mi rendo sempre più conto che tra il credere e il pensare c’è di mezzo il… mare! Anzi l’oceano, l’universo, una distanza infinita insomma. Il dialogo che talvolta capita di avere con qualche credente inizia sempre con momenti di comicità per poi trascendere in battibecchi che offendono la ragione e il buon senso. Ma si sa che con i credenti (e non dico “religiosi”, perché vorrei recuperare il termine autentico e buono della religiosità, che sottende un impegno intellettuale e di ricerca che pochissimi hanno nel nostro Paese) ogni serio rapporto dialogico è impossibile: è un muro contro muro.

      O si pensa o si crede, come già ben disse Schopenhauer. Ma il Papa, non quello attuale, una volta disse, per falsare le carte: “il credere non si oppone al pensare, al nostro impegno intellettuale, ma anzi lo esige, lo presuppone, lo fa natura…”. Tale frase è un classico di quella dialettica dell’assurdo che impregna tutte le religioni, di quell’assurdo che parte dalla contraddizione del pensare verso qualcosa che è indimostrabile ma deve esistere perché esiste come atto di fede. Come si può discutere allora con chi crede? Il pensare è all’opposto la libertà di cercare, di contraddirsi, di ricredersi sulle proprie credenze, e questo ci fa crescere, evolvere, allargare, elevare la nostra visione del mondo senza la paura (e la conseguente invenzione di un Padre rassicurante) di ciò che è ancora ignoto: perché la scienza va avanti!  

      Candìde, il nome del mio salotto, è dedicato ad un filosofo, Voltaire. La Creatività, la Condivisione e la Conoscenza riguardano la filosofia, non la religione. Una persona può essere credente ed esercitare nel contempo la filosofia, ma la filosofia in quanto tale non è religiosa, non può esserlo: se c’è qualcosa di cui la filosofia è mortalmente nemica essa è la religione. Il filosofo è un irregolare, è un viaggiatore, uno spirito libero che cerca la verità tra mille verità, che non potrà mai far discendere la sua ricerca da una struttura monolitica o da una verità assoluta. La figura diametralmente opposta al filosofo è quella dell’uomo di chiesa, che è la più lontana dalla sincerità: egli parla infatti in nome dell’ineffabile e offre come ultimi argomenti la sottomissione al mistero e alla fede. Una sottomissione dovuta ad un venerabile passato o ad una rivelazione, ma che l’uomo libero, prima ancora che il filosofo, non può accettare.

      Concludo dicendo che, al di là della critica storica e dell’esegesi biblica che hanno ridotto a brandelli le fonti stesse della credenza in Cristo, personaggio costruito sul culto del sole e sul mito degli dei redendori dell’antichità: Horus, Mitra, Krishna, Buddha, Zoroastro, Osiris, Serapis, Mardouk, etc., dobbiamo renderci conto che la scienza, a differenza delle religione, non impone nulla, nemmeno il bene, perché lo fa conoscere attraverso lo splendore del vero, e lo fa amare propagandolo con la persuasione, illuminando le intelligenze, nobilitando i cuori. Per questo il mio Centro Culturale Candide si propone, oltre alla diffusone del pensiero critico, anche la rifondazione di una spiritualità dell’uomo al di là di ogni religione. Il logo del C.C.C. raffigura un fior di loto stilizzato che richiama la struttura atomica semplificata secondo il modello dello scienziato Niels Bohr, con la peculiarità che il nucleo-pistillo è a forma di cuore e si eleva al di sopra delle orbite degli elettroni, a significare la crescita spirituale dell’uomo e l’amore per il sapere.

Giovanni Bonomo – Candide C.C.






giovedì 20 settembre 2018

Nell’era dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario

Le menzogne della Chiesa cattolica diventano note solo dal 1400 (il filosofo Lorenzo Valla dimostrò la falsità della "donazione di Costantino" - il testo fu pubblicato solo nel 1517 - e all’interno della stessa chiesa il cardinale filosofo Niccolò Cusano denunciò le menzogne della chiesa usurpatrice)[1], anche se la principale e più grande menzogna, su cui si regge tutta l’impalcatura della dottrina cattolica, è il personaggio inventato di Gesù Cristo, reso Dio per votazione dall’imperatore Costantino (Concilio di Nicea, anno 325), il quale con il suo consigliere Eusebio fece in quell’assemblea di presbiteri convocati da più parti, un assortimento di divinità varie orientali e occidentali[2], per non scontentare nessuno di quei “dotti” e porre anche termine alle guerre tra le varie sette religiose.

L’intento di Costantino era di unire tutte le religioni in un sistema di fede unificato che contemplasse un solo dio, al fine di fondare la nuova religione dell’Impero. Così un enorme assortimento di testi venne messo a disposizione al fine di tenere ciò che serviva e buttar via ciò che non serviva, ma dopo un anno e mezzo di disordinate e urlanti votazioni i presbiteri non si accordarono su alcuna divinità. Eusebio allora, che nel coacervo dei vescovi, preti, diaconi, suddiaconi e accoliti vari, era l’unico ad avere una qualche cultura, fece una prima scrematura amalgamando le leggende delle principali dottrine religiose del mondo per ricavarne una sola, basandosi sui miti di dèi tratti dai vari manoscritti lì accumulati (si tratta delle prime bozze di ciò che divennero le “Nuove Testimonianze”). Avvenne quindi che, dalle votazioni, scaturì la candidatura di cinque divinità: Horus, Zeus, Cesare, Mitra e Krishna. Per coinvolgere la fazione britannica Costantino decise che il nome del diffuso dio druidico Hesus fosse congiunto con quello del dio salvifico degli orientali Krishna, in modo che Hesus Krishna fosse il nome ufficiale del nuovo dio dell’Impero romano. Con una conclusiva votazione per alzata di mano venne stabilito (167 voti contro 157) che entrambe le divinità divenissero un unico Dio. Con questo avallo di consenso democratico per votazione, un nuovo Dio venne ufficialmente ratificato da Costantino, piazzando legalmente Hesus e Krishna tra gli dèi romani, ma come divinità principale, individuale seppur composita. Fu nel secolo IX, con l’entrata nel lessico della lettera “J”, che il nome evolse in “Jesus Christi”. Da notare che Costantino, che fu poi fatto santo, non fu mai cristiano, e solo in punto di morte si fece battezzare con il rito di Ario, quello stesso che fece condannare, per ragioni di opportunità e per tenere unito l’Impero. E la brutalità e la violenza che caratterizzò quel travagliato congresso di “dotti” presbiteri vennero poi occultate sotto il luminoso titolo di “Grande e Santo Sinodo”, assegnato dalla Chiesa nel 18° secolo[3].
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Ma per venire a capo di questa verità storica e della colossale menzogna di 2000 anni c’è voluto un convegno del 18-19 ottobre 2008 ad Arpiola di Mulazzo sulle Origini del Cristianesimo, con la presenza dei tre massimi esperti mondiali di cristologia: Luigi Cascioli, Giancarlo Tranfo, Emilio Salsi. In esito a tale convegno si prese atto – ma solo dalla stampa estera meno asservita alle gerarchie cattoliche – che la storia stabilisce senza più alcuna ombra di dubbio che gli Apostoli e Gesù Cristo sono personaggi di fantasia e mai esistiti. E questo nonostante fossero stati da tempo pubblicati  gli studi approfonditi di Emilio Bossi[4] e di Luigi Cascioli[5]. Si noti anche il paradosso della “confessione dello stesso reo”, perché proprio all’interno della Chiesa cattolica ci sono stati vari papi che lo dicevano, tra i quali Papa Leone X, il quale si rivolse al Cardinale Bembo con la clamorosa frase: “Si sa dai tempi remoti quanto ci sia stata utile la favola di Gesù Cristo…[6].

Se la Chiesa cattolica ancora oggi riesce ad avere credibilità nonostante queste menzogne storicamente accertate, è solo per un difetto costitutivo genetico umano che ha bisogno delle favole e delle illusioni (paura della morte?). E non è solo un disagio italiano, come invece sostiene Corrado Augias nel suo ultimo libro “Il disagio della libertà. Perché agli italiani piace avere un padrone”, Rizzoli ed. Si veda infatti quanti cattolici vi sono nel mondo. Fino al 1800 la Chiesa impiccava, bruciava e perseguitava; a distanza di circa 200 anni vediamo che la consapevolezza umana è cresciuta e la Chiesa non ha più abbastanza forza da imporre la sua violenza "per il bene della vittima". Non è dunque questione di "se", ma di "quando" questa consapevolezza crescerà oltre il punto di non ritorno, dove non sarà più concesso ad una menzogna di incatenare la mente. Se a noi, come al loro mitico Mosè, liberi pensatori di questa generazione, non fosse ancora concesso di vedere la "terra promessa" -  la fine della Chiesa cattolica -  non dobbiamo per questo rinunciare a denunciare le sue nefaste ingerenze nella politica e nelle istituzioni[7].

La conquista di civiltà che distruggerà la Chiesa cattolica e ogni altra superstizione religiosa nemica della civiltà e del progresso è in atto. E' solo una questione di tempo. Si stanno già organizzando movimenti per l’abolizione degli illegittimi, secondo ogni principio di diritto internazionale, Patti Lateranensi del 1929. Anche il fatto di sbattezzarsi è un atto politico molto importante: è dare il proprio contributo reale ed efficace a questa rivoluzione culturale che sta nascendo. Credere senza dimostrazione o senza analisi è proprio dei bambini, o degli adulti cretini o dei lavati mentali. In Italia abbiamo ancora milioni e milioni di cattolici che credono! Ma se non hanno letto le Sacre Scritture (circa 1150 pagine giganti scritte in caratteri piccolissimi) a che cosa credono? Al catechismo e ai “vangelini” per bambini che si danno alla prima comunione, contraffazione della contraffazione? Non ci sarebbe niente di male nel non conoscere la storia se non ci fosse molto di male nel dire, da parte degli ignoranti, di sapere che così è ed è stato. Perché è l’ignoranza che rende sicuri. E la fede religiosa, al contrario del pensiero critico e libero, è la negazione del pensiero con l'illusione di pensare![8]

A questo punto viene in mente quella frase di Johann Wolfgang Goethe: "Il vero oscurantismo non consiste nell'impedire la diffusione di ciò che è vero, chiaro e utile, ma nel mettere in circolazione ciò che è falso". Perché di questo oscurantismo la Chiesa cattolica, insieme a coloro che la riveriscono e la servono, è l’unica e la sola responsabile. La Chiesa cattolica è responsabile della depressione culturale dell’Italia e dell’intera Europa e lo Stato del Vaticano è l’istituzione che vive alle spalle delle nazioni, protegge i preti pedofili, istiga all’intolleranza e influenza la politica. E in questo non c’è niente di spirituale ma solo di palesemente criminale[9].

 “Nell’era dell’inganno universale dire la verità è un atto rivoluzionario” disse George Orwell. Dopo duemila anni di menzogna, con la favola di Cristo, è arrivato il momento di accelerare l’inarrestabile e irreversibile processo che porrà fine allo Stato dittatoriale del Vaticano e della criminale setta fondamentalista ed oltranzista della Chiesa cattolica, realizzando la vera Rivoluzione Italiana. Il Popolo Italiano non deve avere più paura dei gerarchi vaticani, sono i gerarchi vaticani che devono ora avere paura del Popolo Italiano. Negli ultimi due anni la Chiesa ha venduto beni per quasi 50 milioni e ora il patrimonio gestito dallo IOR sfiora i 6 miliardi di Euro. Ad oggi ammonta a 886 miliardi la somma che lo Stato italiano ha regalato allo Stato illegittimo del Vaticano, grazie ai fascisti Patti Lateranensi del 1929[10]. Ma fino ad ora abbiamo scelto il ruolo di sudditi, ma perché?! Se il Popolo Italiano Sovrano si svegliasse, tempo mezz’ora e destituirebbe i gerarchi vaticani mandandoli in esilio a vita. E tali gerarchi sarebbero comunque fortunati poiché eviterebbero il processo, la condanna e la sentenza. E l’Italia diventerebbe la nazione più ricca del pianeta.

Avv. Giovanni Bonomo – Candide C.C.









[2] Jove, Jupiter, Salenus, Baal, Thor, Gade, Apollo, Juno, Aries, Taurus, Minerva, Rhets, Mitra, Amon, Horus, Virishna, Theo, Fragapatti, Atys, Durga, Indra, Nettuno, Vulcano, Kriste, Agni, Krishna, Croesus, Pelides, Huit, Hermes, Thulis, Thammus, Eguptus, Iao, Aph, Saturno, Gitchens, Minos, Maximo, Hecla e Phernes.

[3] La stessa Chiesa cattolica ammette poi che non c’era una religione cristiana al tempo di Costantino e che la storia della sua “conversione” e del “battesimo” sia del tutto leggendaria. Prima di guidare quel consesso puerile di uomini che divennero responsabili dell’inizio di una nuova religione e della creazione teologica di Gesù Cristo, il britannico Flavio Costantino, quattro anni prima, venne iniziato all’ordine religioso del Sol Invictus che, insieme al mitraismo, era il florido culto che riguardava il Sole come unico e supremo Dio. In un resoconto degli atti del conclave dei presbiteri radunati a Nicea, il vescovo di Eraclea, di nome Sabin, avendo assistito alle riunioni dei presbiteri, disse che “eccetto Costantino stesso ed Eusebio Panfilo, essi erano un gruppo di illetterati, creature semplici che non comprendevano nulla”. Da notare che il secondo Concilio di Nicea, anno 786, biasimò il primo Concilio come “un sinodo di stupidi e folli”, cercando di abrogare le “decisioni prese da uomini con cervelli turbati”; ma se ci si prende la briga di esaminare i documenti del secondo congresso, verrebbe subito da dire: da che pulpito viene la predica! Costantino venne descritto dai padri della Chiesa come “il grande campione della cristianità”, alla quale venne data “status legale come religione dell’Impero Romano”. Ma è ormai storicamente appurato che fu solo l’interesse personale e politico a indurlo a creare una religione di Stato. Nel corso dei successivi secoli le “Nuove Testimonianze” di Costantino furono ampliate, con interpolazioni e aggiunte di altre scritture. Il caso più noto è quello delle “Epistole di Paolo”: nel 397 Giovanni Crisostomo riorganizzò le scritture di Apollonio di Tiana (il cui nome venne latinizzato in Apollonio Paolo), un saggio vagante del primo secolo, rendendole parte delle Nuove Testimonianze. La stessa Chiesa ammette oggi che le Epistole di Paolo sono contraffatte.

[4] Emilio Bossi, in arte Milesbo, avvocato svizzero, è autore del libro “Gesù Cristo non è mai esistito”, Edizioni La Fiaccola, Ragusa, 1976, introvabile in Italia, se non in qualche sparuto circolo culturale di libero pensiero, come il Circolo Giordano Bruno di Milano. E si capisce perché: oltre ad essere un’approfondita esegesi biblica, è anche un’opera di denuncia dei poteri forti, che si servono da sempre della figura di Cristo per coprire le nefandezze, i crimini, le atrocità e i massacri perpetrati dai preti in tutti i secoli. In copertina campeggia la nota frase di papa Leone X (anni 1513-1521) scritta al Cardinale Bembo: “La favola di Cristo ci frutta tanto che sarebbe pazzia avvertire gl’ignoranti dell’inganno”.

[5] Luigi Cascioli, “La favola di Cristo. Inconfutabile dimostrazione della non esistenza di Gesù”, libro-denuncia, Cascioli editore, Viterbo 2001, che fornisce le prove storiche di tutte le falsità dell’enorme impostura costituita dal “cristianesimo”, costruito sulle Nuove Testimonianze post Concilio di Nicea per avere un culto monoteista a scopi politici. La figura del preteso Gesù “storico” è il risultato di successive manipolazioni e falsificazioni di fonti che si riferiscono ad un certo Giovanni di Gamala, figlio di Giuda il galileo e nipote del rabbi Ezechia, a sua volta discendente diretto della stirpe degli asmonei fondata da Simone, figlio di Mattatia il Maccabeo. L’Autore opera un’esegesi approfondita delle sacre scritture, dei “manoscritti di Kimberth Qumran”, noti come manoscritti del Mar Morto -  i quali coprono un periodo che va da 100 anni prima a 100 anni dopo la presunta nascita di Gesù e in cui non è alcun cenno al figlio di Dio - , e di tutti i culti pagani precedenti, utilizzando anche un’ampia documentazione tratta dagli scritti degli storici dell’epoca, quali Giuseppe Flavio, Filone Alessandro, Plinio il Vecchio, Seneca, e altri. Ci sarebbero proprio tutti gli elementi per un nuovo processo a carico della Chiesa cattolica per abuso della credulità popolare e per sostituzione di persona (art. 661 e art. 494 cod. pen.), che lo scrivente intende quanto prima intentare proseguendo l’opera del compianto studioso esegeta. Per quanto questo libro venga ancora disdegnato da chi fa della menzogna la propria morale quotidiana e il proprio stile di vita, le verità che in esso sono contenute non potranno mai più essere cancellate dalla storia, poiché esse sono state rivelate e divulgate anche attraverso i pochi  esemplari in circolazione, e “La favola di Cristo” sembra proprio decretare l’inizio di quella salutare era post-cristiana che tanti filosofi, liberi pensatori, ricercatori e uomini di buona volontà e onesto spirito liberale hanno sempre auspicato.

[6] Merita di essere segnalato il “peggior” comportamento del successivo papa Paolo III (1534-1549), il quale spingeva la sua irriverenza fino al punto di affermare che Cristo non era altro che il sole, adorato dalla setta Mitraica, e Giove Ammone rappresentato nel paganesimo sotto la forma di montone e di agnello. Egli spiegava le allegorie della sua reincarnazione e della sua resurrezione mettendo in parallelo Cristo e Mitra, diceva che l'adorazione dei magi non era altro che la cerimonia nella quale i preti di Zaratustra offrivano al loro Dio oro, incenso e mirra, le tre cose attribuite all'astro della luce; sosteneva che la costellazione della Vergine, o meglio ancora d'Iside, che corrisponde al solstizio in cui avvenne la nascita di Mitra, erano state prese come allegorie per determinare la nascita di Cristo, per cui Mitra e Gesù erano lo stesso Dio. E alla fine osava dire che non c'era nessun documento valido per dimostrare l'esistenza di Cristo, e che la sua convinzione era che non era mai esistito. Viva l’onestà!

[7] David Icke, in “E la verità vi renderà liberi”, Macro Edizioni, 2001, scrive a chiare lettere che l’autorità che ha inventato Gesù e il cristianesimo è la stessa che oggi controlla il mondo. Come già Costantino e il Sacro Romano Impero, anche l’attuale autorità persegue l’intento di instaurare un Nuovo Ordine Mondiale. Da noi in Italia, dove l’ingerenza della Chiesa è compenetrata nelle istituzioni, c’è solo Odifreddi e pochi altri  che osano scrivere libri (come “Perché non possiamo essere cristiani e meno che mai cattolici”, Longanesi ed. 2007) sulla incompatibilità con il buon senso e la ragione, prima ancora che con la razionalità scientifica, del Cristianesimo e del Cattolicesimo. Sembra proprio che, a dispetto delle altre nazioni meno invase dal Vaticano, in Italia non vengano nemmeno letti fior di pensatori e filosofi come Nietzsche, Schopenhauer, Feuerbach, Giordano Bruno, Bertrand Russell, come se non fossero esistiti! E’ vero che in Italia si legge poco – le rilevazioni ISTAT lo confermano -  ma le opere di tali autori dovrebbero essere lette e conosciute ancor di più degli attuali libri di R.Dawkins, C.Hitchens, S.Harris, P.Odifreddi, L.Veronesi, M. Hack, L.Franco, E. Montesi  e di altri coraggiosi liberi pensatori.

[8] Se si pensasse, invece, si vedrebbero ancora i cadaveri delle dieci milioni di vittime dell’Inquisizione in Europa, alle quali si devono aggiungere gli ottanta milioni di indigeni americani. Chi ha fegato, e volontà di sapere, legga l’approfondita opera in dieci volumi “Storia criminale del Cristianesimo” dello storico tedesco Karlheinz Deschner, il quale descrive i crimini perpetrati nel corso dei venti secoli fino ad oggi dalla setta razzista e fondamentalista denominata “Cristianesimo - Stato Pontificio - Sede della Cristianità - Stato Papalino -  Chiesa cattolica - Città del Vaticano - Stato della città del Vaticano - Santa sede - Stato del Vaticano” o in qualsiasi modo pittoresco e volutamente ambiguo viene chiamata questa setta-Stato, e in qualsiasi modo volesse nel presente modificare il proprio nome nel presente per opportunità e perpetrare l’inganno. Quello che mi lascia sgomento quando parlo con un’amica “cattolica” o che si professa tale, è il credo religioso delle donne: nello sterminio dei popoli e nei genocidi efferati e crimini contro l’umanità in nome di Dio e del feticcio chiodato sono state proprio loro a rimetterci per prime. E questa mancanza di dignità, di consapevolezza e di amor proprio, oltre che di conoscenza della storia, contribuisce ad alimentare le condizioni di bancarotta economica e culturale in cui si trova ora l’Italia.

[9]  Coloro che confondono il cristianesimo col moralismo ci domanderanno, anche in buona fede: ma che avverrà allora dell’umanità senza la benefica illusione di un mito ritenuto l’ideale dell’uomo, come da tanti si reputa Cristo? Sembrando loro che debba allora scomparire anche la morale umana. Ci basti rispondere con questa altra domanda: forse che la umanità ebbe bisogno di Cristo per tutto il tempo precristiano? Eppure ci furono società colte e civili anche prima; ci furono costumi ed esempi di morale che il cristianesimo non ha certo sorpassati; ci furono Stati potenti, ricchi, prosperi; ci furono filosofi, poeti, artisti, scienziati, giuristi, che ancora oggi si citano a modello ed esempio di vita morale, mentre, se vi furono istituzioni cattive e costumi inumani, essi non furono aboliti dal cristianesimo, bensì dalla filosofia. Dal canto suo il cristianesimo aggravò i mali che già la filosofia non aveva distrutto aggiungendone di nuovi, come, per citarne alcuni soli, la lotta dell’anima contro il corpo e le persecuzioni dei credenti contro i non credenti. Nessun rimpianto, da parte nostra, per questo idolo che se ne va. Anzi, la contentezza di un male che viene meno.

[10] Senza contare che il clero possiede il 22% dell’intero patrimonio immobiliare nazionale, del quale il 30% solo a Roma, al di fuori delle mura vaticane. Conosciamo questi dati grazie agli sforzi dell’UAAR, che è riuscita a scandagliare una realtà economica semisommersa e sfuggente a ogni controllo.