venerdì 8 luglio 2016

I nuovi modelli di sharing economy per lavorare di meno e guadagnare di più


Il mondo sta cambiando e noi possiamo e dobbiamo cogliere le straordinarie possibilità che ci danno le nuove tecnologie e i nuovi modelli di imprenditoria sociale.

Ancora oggi i dati in Italia diffusi sulla disoccupazione, soprattutto giovanile, sono allarmanti. Siamo in una crisi sociale che è iniziata con il fallimento della Lehman Brothers del settembre 2008 e una crisi economico-finanziaria globale. Ci troviamo anzi in una crisi di civiltà, la crisi della civiltà occidentale, che si manifesta anche in deprecabili atti di terrorismo. Siamo solo all'inizio e se non riflettiamo, se non svegliamo le nostre coscienze, se non prendiamo provvedimenti ragionati, la situazione peggiorerà nei prossimi mesi e anni.

Gli italiani sono sempre più scoraggiati, il governo, i partiti, i sindacati non offrono nessuna risposta e sono incapaci di agire. Sembra proprio che il modello economico e di sviluppo fondato sul neoliberismo volga ad un inesorabile declino e che il lavoro vada completamente ripensato.

Avevo indicato in una precedente nota il percorso salvifico per una nuova economia, basata sulla condivisione, che si ponga al servizio delle persone e dei popoli. Avevo detto, in particolare (in http://alchimista1.blogspot.it/2015/08/la-nostra-identita-digitale-nellattuale.html), dell'importanza di avere, nell'attuale società dell'informazione globale, una nostra identità digitale, che sia operativa e funzionale ai nuovi modelli di social economy.

L'economia sociale viene detta anche sharing economy perché si fonda  sulla condivisione di risorse umane e materiali, così come Candìde si basa sulla condivisione del sapere. E' un ecosistema socio-economico produttivo che si sta affacciando sul terzo millennio per un' autentica rivoluzione culturale ed economica.

Tale rivoluzione riguarda la produzione, la distribuzione, il commercio e il consumo di beni e servizi da parte di imprese e persone su un piano paritario di condivisione dei profitti, un nuovo sistema socio-economico che fa della collaborazione e della trasparenza i suoi punti forti.

Ovviamente Internet è la chiave di volta di questo nuovo sistema, che tiene insieme le grandi piattaforme internazionali come Airbnb, Blablacar, Uber, DexCar, ApiLife, Auvesta, così come le più di 150 startup italiane attualmente operative. Il nostro legislatore sta già intervenendo per porre le basi normative conformi agli indirizzi dell’UE in tema di imprenditoria sociale.

Ora, a dispetto di quanto si riteneva in passato, possiamo dire che l'obiettivo è di guadagnare di più, non di lavorare di più. Un obiettivo che può essere raggiunto da tutti con i nuovi modelli di sharing economy, che rende il lavoro accessibile a tutti. Eppure viviamo ancora in un mondo dove milioni di lavoratori lavorano sempre di più, troppo, impazziscono, si suicidano, e altri milioni di persone invece non lavorano affatto.

Lavorare di meno e guadagnare di più è una delle misure per risolvere per sempre la disoccupazione, tra le quali è anche l'informatizzazione, la ridistribuzione e la riconversione ecologica.

A fronte della concorrenza cinese da una parte e dell'aberrante TTIP Trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti dall'altra, dobbiamo essere "protezionisti" in modo intelligente, attuare cioè un protezionismo sociale che permetta a tutti di lavorare, un protezionismo ecologico, per salvare il pianeta, un protezionismo fiscale, un protezionismo di risparmio. Dobbiamo proteggere i deboli, il popolo! Non i predatori, non gli speculatori, non i finanzieri, non le banche, ma il popolo italiano e i suoi imprenditori!

La crisi può essere il momento di opportunità per portare avanti progetti innovativi. La cosa importante è avere obbiettivi scevri da interessi partitici, in modo da scendere dalla giostra delle elite finanziarie e dei nuovi feudatari della finanzia mondiale che ci vuole tenere schiavi anche nel modo di pensare.

avv. Giovanni Bonomo - Candide C.C.