lunedì 22 settembre 2014

La Malafede. Perché è indecente essere cristiani, di Renato Testa

Il libro di Renato Testa dal titolo La Malafede. Perché è indecente essere cristiani ci spiega, in modo schietto, le ragioni non solo dell’ateismo ma anche di tutti coloro che hanno un'idea rispettosa del concetto di "divinità".

 Non si tratta di mostrare solo quanto sia inattendibile ogni contenuto presente nella Bibbia e nei Vangeli, che ormai nessuno più considera testi "sacri" (la divinità spiritualmente intesa non è presente nell'Antico Testamento), ma di spiegare come il Cristianesimo, con le sue regole, le sue parole, la sua morale, è opera dell’uomo, di chi vuole ingannare e gestire il potere.


 Un libro coraggioso, soprattutto in Italia, di facile lettura, alla portata di tutti perché si basa sul buon senso e non su speculazioni o digressioni filosofiche. L'autore spiega quanto sia assurdo e illogico - ma anche offensivo dello stesso concetto di divinità - credere nell’esistenza di Dio nel mondo in cui viviamo. Se il bene spesso è sconfitto dal male, se Dio è buono come si dice, ed è onnipotente, i conti non tornano. Dio non dovrebbe nemmeno permettere la possibilità del male. Ma secondo la morale cristiana l’uomo nasce con il peccato ed è limitato nella sua libertà; già questo dovrebbe farci riflettere sull'inganno dell'esistenza di Dio.

Rimando alla bella recensione di Iacopo Bernardini:
Giovanni Bonomo - Candide C.C.








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